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 Dott. Claudio Lombardo

Quanto è stata importante per te l’attività fisica?

Roberto Eusebio

L’attività fisica non solo mi ha fatto crescere nella struttura muscolare, mi ha fatto evolvere anche nel modo di pensare, di percepire la realtà, di proporre le mie idee sulla vita a me e agli altri.

Struttura: I greci lo sapevano: “psyché” e “soma” rappresentano una indivisibile unità, l’ “atomo della vita”. Ed in quest’ottica – come si può facilmente inferire – non si può creare nessun tipo di miglioramento senza l’intervento del “pensiero” .
Quando si ha la consapevolezza che la propria disciplina sportiva non comincia e si conclude con un miglioramento esclusivamente estetico, ma si estende a tutta la realtà interiore di chi la pratica modificandola in maniera radicale, allora il processo di cambiamento non potrà che portare ad evidenti miglioramenti sui principali aspetti che compongono l’individuo (“psiche” e “soma”).
Il miglioramento del proprio aspetto dovrebbe (deve) portare ad una evoluzione sul piano interiore e viceversa. Tuttavia questo principio non sempre viene rispettato, generando quella caratteristica dicotomia tra “mente “ e “corpo” foriera di vari disagi (o patologie) mentali, come l’estremo egoismo per soddisfare una propria mancanza interiore: l’ossessione per l’attività fisica fino a livelli castranti o l’assolutizzazione di pratiche alimentari che distruggono la stessa “ecologia” dei risultati.
Quando si diventa schiavi del proprio fisico e non si prende in considerazione la propria esistenza sul piano globale, accade proprio questo, come purtroppo molti di noi hanno avuto modo di constatare personalmente.
Roberto (come altri atleti menzionati) rispecchia fedelmente quest’ultimo contenuto: la capacità di trovare un equilibrio, nel proprio corpo, nella propria sfera emotiva e nella vita di ogni giorno.
Infatti, l’avere un sé articolato, facente riferimento ad una propria “filosofia sportiva (e di vita)”, rende meno vulnerabili: se noi abbiamo un sé poco articolato, è possibile che di fronte a situazioni di stress reagiamo nella maniera meno appropriata, generando comportamenti auto-lesivi.

Dott. Claudio Lombardo

Ci sono stati momenti difficili nella tua carriera? Come sei riuscito a superarli?

Roberto Eusebio

Non dicendo mai basta! Cadendo ma rialzandomi sempre. Con il cuore e la tenacia di un campione!
Struttura: In Programmazione Neuro-Linguistica si dice “comportati come se”: comportati come se avessi già raggiunto il traguardo, comportati come se fossi già un campione ecc. Nel momento in cui questa “struttura” viene messa in atto il meccanismo creativo viene stimolato a modificare identità nel soggetto, con un notevole beneficio sui propri livelli di autostima.
Ma che relazione esiste tra misura dell’autostima e il modo in cui uno sportivo reagisce a feedback negativi?
E’ ormai ben noto e riconosciuto, sia dalla psicologia che dalla PNL, ma soprattutto da discipline come la fisica quantistica – anche se con qualche accento speculativo – che ogni nostro pensiero anticipatorio avrà un’interferenza sulla realtà che andremo a vivere.
Nei libri “psicologia sociale” di D. Myers e “psicologia dello sviluppo” di H. Schaffer, gli autori ci fanno comprendere come gli individui con bassa autostima tendano a creare e ad intensificare nella propria mente scenari di fallimento, ossessioni e comportamenti auto-lesivi. Ciò a differenza degli individui dotati di un’autostima più alta, che si estrinseca soprattutto nel momento in cui sono presenti prove da superare o obiettivi altamente competitivi.
Pertanto, uno sportivo con alta autostima (da non confondersi con superbia), sarà maggiormente portato a reagire in modo efficace di fronte a degli insuccessi, a convivere e superarli.
Ma cosa vuol dire superarli? O meglio, come bisogna superarli?
Tramite l’apprendimento dai propri errori, provandoci continuamente e non rimanendo intrappolati nell’unica strategia che si conosce. Roberto fa, infatti, riferimento alla tenacia: come nello sport così anche in altri contesti (per citare gli esempi più noti si pensi a Donald Trump, Walt Disney, Sir James Dyson) sembra che ai naturali problemi ed imprevisti di percorso le persone di successo cambiano continuamente strategie non dicendo mai basta!

(Tratto da Cultura Fisica, Luglio/Agosto 2013, dott. Claudio Lombardo)

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