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Testosterone basso e Ipogonadismo, attività da palestra, che fare ?

Precedentemente ho descritto come funziona l’asse ipotalamo, ipofisi, gonadi, quel complicato meccanismo che serve a produrre e regolare la produzione del testosterone.

Art:  (ASSEIPOTALAMO,IPOFISI,GONADI.TESTOSTERONE TOTALE E TESTOSTERONE LIBERO)

Ora parlerò di quei casi dove vi siano deficit di produzione di testosterone endogeno, a volte patologia vera e propria chiamata “ipogonadismo”.
Per far capire meglio il concetto parlerò di una situazione che è considerata fisiologica ed arriva con l’aumentare dell’età, ma puo’ colpire anche i più giovani (ipogonadismo congenito di Turner e sindrome di Klinefelter).

Andando avanti con l’età, sappiamo che
il metabolismo tende ad abbassarsi.

Uno dei motivi principali legati a questo fenomeno è proprio il calo fisiologico del testosterone che comincia dall’età dei 30 anni in avanti, arrivando a perderne fino l’1% annuo.
Ovviamente come descritto nell’articolo sopracitato, parte di questo fenomeno è legato allo stile di vita che conduciamo.
Le caratteristiche fondamentali per uno stile di vita sano ed equilibrato, con garanzia di ottimizzare la risposta ormonale è la seguente:

Piano alimentare corretto

•Allenamento adeguato

•Riposo e controllo dello stress

•Quadro ormonale corretto (influenzabile nei primi tre punti)

E’ opportuno quindi capire del perché a volte si abbassa il livello di testosterone andando a correggere uno stile di vita sbagliato che possa influenzarne la produzione stessa.
Sottolineo nuovamente che un aumento del peso corporeo, legato all’aumento della massa grassa provoca una diminuzione dei livelli di testosterone, evidenziando ulteriori processi come ad esempio la riduzione fisiologica di Vit. D, vitamina liposolubile, (poiché il grasso stesso ne toglie gran parte dal ciclo ematico), oppure la formazione di un enzima chiamato “aromatasi” che tende a convertire il testosterone in estrogeni. Si entra in un vero e proprio circolo vizioso.

L’importanza di un introito calorico, soprattutto legato ad un introito di macro e micro nutrienti necessari, diventa le fondamenta anche in termini ormonali di come siamo fatti.
L’allenamento adeguato è un altro fattore determinante. Tutti sappiamo che la dieta corretta e l’attività da palestra fanno incrementare i valori di testosterone, se si rispettano i criteri fondamentali.
In palestra non si costruisce la muscolatura. In palestra la si distrugge, la si lacera, (è nel recupero, durante il riposo, che migliora il trofismo muscolare).
Questo per il corpo è visto come uno stress, ed ecco che per difendersi da questo disagio il corpo stesso produce un ormone, detto appunto ormone dello stress “cortisolo”.
Il cortisolo è l’ormone antagonista del testosterone, cioè maggiore sarà la sua produzione e maggiormente diminuirà, anche se momentaneamente il valore ematico di testosterone liberato.
Questo dovrebbe far riflettere che allenamenti troppo lunghi o frequenti potrebbero non essere proficui, soprattutto se non si è dei talenti genetici nel produrre testosterone.
Tanti ragazzi frequentano la palestra tutti i giorni, affermando: “faccio solo un gruppo muscolare al giorno”!.
Ok, ma il sistema endocrino è uno.
Metaforicamente parlando è meglio allenarsi una volta a settimana con il testosterone alto, che allenarsi tutti i giorni con il testosterone basso.
Il riposo sappiamo che per il nostro sistema nervoso centrale, sia l’unico modo, che dà adito al recupero, influenzando ovviamente la risposta ormonale.
Lo stress quotidiano o il poco riposo, agiscono come fattori limitanti per la quantità liberata di testosterone.
Quando invece questo problema diventa una patologiaipogonadismo”, allora dobbiamo agire in modo diverso.
Premetto che tutto questo è appannaggio del medico specialista endocrinologo.
La prima cosa da fare se il nostro stile di vita è corretto e i nostri livelli di testosterone sono bassi è il test del GNRH (Gonadotropin Releasing Hormone).
E’ un test che viene fatto in Day Hospital viene iniettata questa gonadotropina primaria, e a cascata vengono valutati LH (ormone luteinizzante) FSH (ormone follicolo stimolante) e produzione di testosterone a livello delle gonadi.
In questo modo si puo’ classificare qualora vi sia un deficit, l’ipogonadismo in due forme distinte.
Ipogonadismo primario quando i testicoli non producono, malgrado lo stimolo, testosterone a sufficienza, oppure ipogonadismo secondario, quando gli ormoni precursori LH o FSH non sono sufficienti a stimolare a sua volta le gonadi.
In base alla problematica rilevata, il medico procederà con l’indagine necessaria a capire se si può risolvere il problema o se e’necessaria una terapia sostitutiva con il testosterone bioidentico.

Testosteronereplacement therapy (Trt).

Questo vale quando l’ipogonadismo è di carattere primario, dovuto anche all’età avanzata, i testicoli perdono la loro capacità di produrre in maniera efficiente il testosterone, in questo caso diventa indispensabile la cura sostitutiva di testosterone.
I range dei valori ematici di testosterone Totale sono considerati tra i 2.8 ng/ml (nanogrammi per millilitro), e i 9 ng/ml, sotto tale valore vi è ipogonadismo, sopra tale valore vi è doping 😊, oppure talenti genetici unici !!
Ricordo che di questo testosterone ne viene liberata una piccola quantità 3% – 5%, molto importante per i risultati in palestra, valutare quindi il testosterone in forma libera o liberato.

Gli effetti collaterali dell’ipogonadismo, non sono da sottovalutare e sono molteplici:

  • Diminuzione della libido

  • Stanchezza

  • Umore depressione

  • Perdita di massa muscolare e forza (sarcopenia)

  • Aumento della massa grassa

  • Infertilità

  • Osteoporosi e fratture

  • Malattie cardiovascolari

  • Prostata

  • Ginecomastia

  • Ed altro…

Ricordo che un’eventuale terapia sostitutiva di testosterone deve essere incarico esclusivo dell’ endocrinologo, che monitorerà periodicamente la cura insieme ad un ematologo, poiché la somministrazione esogena periodica, crea spesso come effetto collaterale una policitemia con conseguente aumento dell’ematocrito nel sangue, aumentando la parte corpuscolata di esso, diminuendone la fluidità, sarà più denso, viscoso, quindi pericoloso, (trombi, ictus, infarti, ecc.), ma di questo ne parlerò successivamente.
L’importante, come in ogni cosa, bisogna mantenere un equilibrio: no in eccesso, no in difetto! 🙂 Altrimenti il corpo si arrabbia!!

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