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Di Emanuela D’Ingeo

Personal Trainer – Atleta di Roberto Eusebio

GLUCOSAMINA E CONDROITINSOLFATO

Le Osteoartriti (OA) sono la più comune forma di disturbo articolare che colpisce la popolazione mondiale, modificandone pesantemente la qualità della vita. Essa colpisce le cartilagini delle articolazioni ed è accompagnata da dolore, ingrossamento e rigidità muscolare.

PERCHE’ LA CARTILAGINE “SI AMMALA” In un giunto sano, la cartilagine svolge alcune funzioni: agisce come ammortizzatore per ridurre l’impatto sulle ossa e fornendo contemporaneamente una superficie che serve da “frizione” per un movimento dell’articolazione che sia regolare, morbido e indolore. Quando esercitiamo un sovraccarico di peso o stress meccanici sulle articolazioni, la cartilagine spreme il liquido sinoviale, una sostanza oleosa prodotta dalla membrana sinoviale, dentro la capsula sinoviale. Quando la pressione è allentata, la cartilagine assorbe il liquido sinoviale come una spugna. E’ questo flusso e riflusso nutritivo che fa da cuscinetto e lubrifica ogni movimento che facciamo.

Tra l’altro anche un’articolazione non troppo stabile o lassa, dovuta a lesioni ad uno dei legamenti, può a lungo andare provocare l’osteoartrite. Altra forma di trauma cronico è il sovraccarico da impatti ripetuti, dovuti a lavori o gesti sportivi ripetuti per tanto tempo e per tante volte, per esempio tennis, baseball, canottaggio, corsa, ecc.  Anche il lavoro in palestra è composto da esercizi ripetuti, soprattutto a carico dell’articolazione scapolo-omerale (spalla) proprio perché è quella che interviene in quasi tutti i movimenti.

La cartilagine articolare è un materiale vivo e dinamico. In pratica è costantemente demolita e rimpiazzata. Nelle persone sane c’è un equilibrio fra la distruzione del vecchio tessuto e la sintesi di uno nuovo. Se invece la cartilagine viene distrutta più velocemente rispetto al tempo impiegato dall’ organismo a sostituirla, allora si sviluppa l’osteoartrite.

Per produrre una cartilagine sana il nostro organismo ha bisogno di quattro elementi: acqua (infatti è composta per il 60-80% di acqua), collagene (una proteina forte ed elastica), proteoglicani (molecole grandi ed elastiche) e speciali cellule chiamate condrociti.

 

Le fibre di collagene formano una struttura simile a quella delle travi di acciaio che sostengono un ponte.  I proteoglicani si trovano all’interno della struttura del collagene dove attraggono, catturano e trattengono l’acqua.

I condrociti producono continuamente nuovo collagene e proteoglicani, inoltre producono anche alcuni enzimi (elastasi e iarulonasi) che aiutano a demolire il vecchio collagene e i proteoglicani ormai danneggiati.  Può capitare che non ci sia più sufficiente produzione di nuova cartilagine o che sia eccessiva quella degli enzimi-distruttori.

Ma se la cartilagine è compromessa o se gli enzimi che ne consumano le molecole hanno la meglio, la rete del collagene perde la sua consistenza e la forma, favorendo così la perdita di proteoglicani.  Senza quest’ultimi, l’acqua non viene più trattenuta nelle giuste quantità e la cartilagine perde così la sua capacità di protezione, e successivamente si può lacerare o, nei casi più gravi, sparire del tutto.

A questo punto, scende in campo la nostra glucosamina che è proprio uno dei componenti fondamentali dei proteoglicani idrofili, quelli cioè che attirano molta acqua. In particolare la glucosamina è indispensabile per fabbricare i glicosaminoglicani (GAG), delle particolari proteine che legano l’acqua alla matrice della cartilagine. Inoltre stimola i condrociti, cioè le cellule che producono i proteoglicani, regolandone anche la quantità da produrre

Il condroitinsolfato, agisce in maniera ancora più efficace. Si tratta di una sostanza formata da una lunga catena di zuccheri che si ripetono e che tende a richiamare acqua nei proteoglicani, oltre che creare uno spazio che forma la matrice della cartilagine.

 

 Condroitin Solfato

 

La sua funzione fondamentale nella cartilagine è quella di formare i legami con le fibrille di collagene. È stato dimostrato anche un effetto inibitorio nei confronti degli enzimi (collagenasi ed elastasi) presenti nel liquido sinoviale e responsabili della degradazione della cartilagine.  Col passare degli anni la produzione di condroitin solfato da parte dei condrociti diminuisce, con la conseguenza di avere una cartilagine sempre più indebolita.

Alcuni studi hanno, inoltre, hanno dimostrato un lieve effetto antinfiammatorio dopo l’assunzione di glucosamina, probabilmente dovuto ad un blocco dei radicali liberi.  In seguito ad assunzione per via orale, la biodisponibilità è di circa pari al 45% di quella ingerita; l’escrezione avviene principalmente con le urine.  È stato dimostrato che l’assunzione per via orale di sali di glucosamina (glucosamina solfato e glucosamina cloridrato) può avere effetti benefici per la cura delle OA; inoltre non è stata segnalata alcuna tossicità, né particolari effetti collaterali.

Effetto sinergico   Sia la glucosamina che il condroitin solfato, considerati separatamente, non possiedono tutte e tre le caratteristiche peculiari di un condoprotettore; ciò si verifica invece se si sommano i loro effetti  Visto che la glucosamina stimola la produzione di nuova cartilagine e il condroitin solfato ne impedisce la degradazione, l’effetto risultante da una somministrazione combinata per fasi progressive della infermità, sarà il rallentamento del progredire dell’OA.

Azione :  Glucosamina: Stimola il metabolismo dei condrociti e dei proteoglicani  Condroitin Solfato: Inibisce gli enzimi che degradano la cartilagine.  Non è da escludere che si possa verificare una sinergia fra i due composti, andando a potenziare l’effetto dei singoli  A questo proposito sono stati pubblicati numerosi studi effettuati su uomini ed animali. Attualmente negli USA è in corso una prova clinica, gestita dal NIH (National Institute of Health), che durerà tre anni e coinvolge più di 3000 persone, con lo scopo di confrontare l’effetto di questa associazione di principi attivi con quello di alcuni farmaci antinfiammatori.

Normalmente le dosi di glucosamina + condroitina vengono calcolate in base al peso corporeo, secondo questa tabella:  Inferiore a 54 Kg 1000 mg di glucosamina + 800 mg di condroitinsolfato  tra 54 e 90 Kg 1500 mg di glucosamina + 1200 mg di condroitinsolfato  superiore a 90 Kg 2000 mg di glucosamina + 1600 mg di condroitinsolfato  Questi dosaggi sono indicativi, in quanto dovrebbero essere anche regolati in base al dolore e al grado di mobilità dell’articolazione. Tra l’altro molti, anche dopo 7-10 giorni di assunzione, ottengono subito una remissione del dolore e quindi si possono abbassare le dosi anche del 50-70 %.

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