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La mente ci guarisce o ci ammala: il potere della mente

potere della mente

 

A volte solo il pensiero di essere malato può innescare la malattia stessa. E’ sorprendente vedere il grande potere che ha la nostra mente nel condizionare il corpo. Nell’articolo La mente ci guarisce più dei farmaci abbiamo già toccato questo tema e oggi lo faremo ancora con nuovi studi scientifici.

Gli allarmisti farebbero bene a pesare le loro parole perché stando ai ricercatori della Harvard Medical School esiste un fenomeno che mediante la suggestione può causare seri danni fisiologici. Come l’incantesimo di uno stregone, le parole di un medico di fiducia o dei mass media (nel caso di personalità più fragili) potrebbero avere conseguenza terrificanti.

Sappiamo da tempo che le aspettative di una malattia possono essere pericolose come lo stesso virus, nello stesso modo in cui gli sciamani voodoo potrebbero danneggiare le loro vittime attraverso il potere della suggestione. Facendo credere a qualcuno di essere malato, quel qualcuno potrebbe iniziare a soffrire dei sintomi reali della stessa malattia, l’effetto è detto “nocebo” in contrapposizione al benevolo effetto placebo causato dalla somministrazione di farmaci fittizi a pazienti davvero malati. Oggi non si parla di suggestione ma di aspettative, sono le stesse attese a innescare fenomeni fisiologici che possono guarirci o danneggiarci. Ecco come la mente governa il nostro corpo.

Oggi la scienza ha fatto luce sulla questione facendo chiarezza su come il potere della suggestione possa far ammalare (o perché no, anche guarire) persone. Non si tratta di pettegolezzi o dicerie:

L’effetto nocebo mostra la potenza che ha il nostro cervello” afferma Dimos Mitsikostas, dell’Atene Naval Hospital, in Grecia. “Ancora oggi non possiamo spiegarlo a pieno ma le evidenze ci sono tutte”. 

La mente ci guarisce: l’effetto placebo

Prima di capire come funziona l’effetto “nocebo”, soffermiamoci sul più noto “effetto placebo”. Spieghiamo il tutto con un esempio pratico:
a due pazienti ignari si somministra un medicinale.
-Al primo si dà una pillola con principio attivo atto a eliminare dei sintomi.  (Paziente A)
-Al secondo paziente si dà una pillola inerte, senza alcun effetto curativo, il placebo. (Paziente B)

Si osserva che i due pazienti beneficiano in egual modo della pillola, nonostante il secondo paziente non ha avuto alcun principio attivo efficace. Anzi, talvolta, il paziente che ha ingerito il placebo (pillola inerte) può mostrare dei miglioramenti più marcati rispetto al paziente che ha ingerito la pillola contenete l’opportuno principio attivo. Il secondo paziente ha potuto beneficiare del placebo solo grazie alla sua fede nel trattamento, perché si aspettava un miglioramento e ha ben predisposto il suo corpo a partire da semplici pensieri.

La mente ci ammala: l’effetto nocebo

E’ un fenomeno concreto e frequente ma la medicina non l’ha mai voluto approfondire” Ha affermato Ted Kaptchuk della Harvard Medical School.

Chi pensa che questi effetti “nocebo” siano solo immaginari, deve sapere che il team della Harvard Medical School ha approfondito la questione andando a fare dei test di laboratorio atti a misurare le attività nervose dopo il trattamento: le macchine hanno visto che anche il midollo spinale iniziava a rispondere al dolore prima ancora della deliberazione cosciente manifestata dal paziente.

E’ incredibile! Dopo aver assunto un placebo, i pazienti possono portare livelli di enzimi epatici alle stelle o alterare del tutto pressione e livelli sanguigni”.

Caso clinico – effetto nocebo

Nel 2007 il “signor A” (caso documentato dal dottor Roy Reeves) si è recato al pronto soccorso affermando di aver ingerito un’intera scatola di antidepressivi, una dose potenzialmente letale per un uomo, infatti Mr A. stava male: pulsazioni cardiache al minimo tanto che gli addetti ai lavori hanno iniziato a usare il defibrillatore, dopo diverse flebo, in ambulatorio è arrivato il dottor Roy Reeves che seguiva il paziente. Il Signor A. non aveva assunto una scatola di antidepressivi ma solo una scatola di placebo eppure presentava tutti gli scompensi fisiologici legati a un’ingestione di pillole antidepressive. Appena appresa la notizia, lo stesso Signor A. si è sentito meglio e c’è stata un’immediate regressione dei sintomi: i livelli ematici e la pressione sanguigna sono tornati normali.

Il potere della mente si studia anche in Italia

Anche in Italia iniziano a lavorare sul potere della mente sul corpo. Il ricercatore Fabrizio Benedetti dell’Università di Torino ha studiato il cervello di pazienti sotto effetto nocebo. Il meccanismo sembrerebbe legato alle attività ipotalamiche, ipofisiarie e delle ghiandoli surrenali, aree che si occupano di gestire minacce e situazioni estreme del nostro corpo.

Quando paura (negatività) o fede (positività) sono abbastanza forti, la mente esercita un potere tale da condizionare fortemente l’intero organismo con conseguenze che possono salvarci o essere mortali.

Fabrizio Benedetti ha eseguito un semplice esperimento su 100 studenti portati a 3000 m di altitudine sulle nostre Alpi. Ad alcuni studenti era stato detto che l’altitudine poteva causare mal di testa… Benedetti ha potuto constatare che in questi studenti la biochimica nervosa era stata del tutto alterata senza reali cause ambientali.

In sintesi: il potere della mente

Sono le aspettative che abbiamo a renderci più o meno esposti alle malattie. Purtroppo le aspettative negative si diffondono molto più rapidamente di quelle positive.

L’educazione può aiutare molto a formare i pazienti di domani. Non possiamo permetterci di ignorare queste evidenze, quando si ha a che fare con alcune malattie, certo l’effetto placebo non è sufficiente ma gli stessi medici affermano che è indispensabile per poter giungere a una guarigione.

Tutto Parte dalla mente: LA MENTE STA NEL CORPO IL CORPO STA NELLA MENTE

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