Salvatore Spitaleri

Personal Trainer – (Atleta di Roberto Eusebio)

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tiroide

TIROIDE: QUANTA IMPORTANZA HA UN FUNZIONAMENTO OTTIMALE ANCHE NELLO SPORT!

 

Cos’è la tiroide?

La tiroide è una ghiandola simmetrica, situata nella regione anteriore del collo. Simile per forma a una farfalla, si trova esattamente alla base della gola subito sotto la cute, ai lati della trachea.

La tiroide ricopre un ruolo fisiologico importantissimo, poiché si occupa di regolare:

  • Il metabolismo corporeo (consumo dell’ossigeno; sintesi e degradazione del colesterolo; stimolazione di lipolisi e lipogenesi; glicogenolisi e gluconeogenesi )
  • Lo sviluppo scheletrico e cerebrale
  • La sintesi proteica
  • Lo sviluppo della pelle, dell’apparato pilifero e degli organi genitali
  • Il battito cardiaco
  • La temperatura corporea
  • L’ematopoiesi

In condizioni normali se ne rileva appena la consistenza appoggiando le mani sulla parte anteriore del collo e deglutendo. In caso di una tiroide ingrossata, si può denotare la presenza di un gozzo tiroideo, o struma tiroideo.

Il gozzo può essere:

  • eutiroideo, responsabile quindi di una normale funzione tiroidea
  • legato ad un’iperfunzione della tiroide, che denota ipertirodismo
  • ipofunzionante condizione quest’ultima che prende il nome di ipotiroidismo.

A cosa serve la tiroide?

La tiroide ha la funzione di produrre gli ormoni tiroidei, chiamati triiodotironina e tiroxina. Spesso negli esami del sangue vediamo le sigle ft3 ed fT4, che identificano rispettivamente la triiodotironina libera e la tiroxina libera, cioè la frazione di questi ormoni che circolano liberi nel sangue. La produzione degli ormoni tiroidei è regolata dal TSH (tireotropina), un ormone prodotto dalla ghiandola ipofisi. Esso viene a sua volta stimolato da un ormone prodotto dall’ipotalamo, il TRH. TSH e TRH sono secreti in abbondanza quando i livelli di ormoni tiroidei sono bassi; in questo modo stimolano la tiroide ad aumentare la produzione di tiroxina e triiodotironina. Questo processo serve a riportare i valori nel sangue nella norma. Al contrario, in caso di elevati valori di ormoni tiroidei sierici, la produzione di TRH, e quindi di TSH, cala, per comunicare alla tiroide la necessità di tornare ad uno stato di eutiroidismo, rallentando la loro produzione.

Azioni fisiologiche degli ormoni tiroidei

La produzione di un’adeguata quantità di ormoni tiroidei è indispensabile al normale sviluppo corporeo dei vari organi e apparati. Gli ormoni tiroidei sono anche indispensabili allo sviluppo dell’apparato scheletrico e alla maturazione di quello riproduttivo.

Gli ormoni tiroidei :

  • Aumentano il consumo di ossigeno e la produzione di calore.
  • Stimolano la sintesi delle proteine corporee.
  • Aumentano la gliconeogenesi e la glicogenolisi, cioè permettono la produzione di carboidrati (zuccheri) e ne aumentano i livelli circolanti, aumentando la disponibilità immediata di energia.
  • Stimolano la sintesi, la mobilizzazione e il catabolismo del colesterolo e dei lipidi (grassi) in generale.
  • Aumentano la responsività dei tessuti periferici alle catecolamine, cioè adrenalina e noradrenalina, i principali ormoni stimolanti l’attivazione muscolare e del battito cardiaco.

Un eccesso di ormoni tiroidei durante l’infanzia e l’adolescenza provoca un’accelerazione dell’accrescimento, ma non un aumento in assoluto della crescita (simile a quello osservabile in condizioni di gigantismo).

Al contrario, una carenza di ormoni tiroidei produce un rallentamento della crescita; in condizioni di ipotiroidismo, la maturazione dell’apparato riproduttivo in età puberale avviene in modo ritardato e incompleto. Gli ormoni tiroidei stimolano la velocità dei processi cellulari e regolano l’attività metabolica a livello dei più svariati tessuti.

Gli ormoni tiroidei regolano l’attività del sistema adrenergico agendo sulla responsività dei tessuti periferici all’adrenalina e alla noradrenalina (catecolamine).

Un eccesso di ormoni tiroidei provoca un incremento del numero dei recettori e quindi un’iperresponsività; il contrario avviene in condizioni di carenza ormonale.

 

Ipotiroidismo

Cos’è l’ipotiroidismo? L’ipotiroidismo è una condizione di ridotta concentrazione ematica di ormoni tiroidei circolanti. In casi più rari, riguarda una ridotta sensibilità dei recettori periferici degli ormoni. Solitamente in corso di ipotiroidismo avremo ft3 ed ft4 bassi e TSH alto, e la causa sarà da ricercare in una patologia che colpisce direttamente la tiroide. Solo in rari casi la causa di ipotiroidismo sarà una patologia ipofisaria o ipotalamica: in questi casi, al contrario, avremo ft3 ed ft4 bassi e TSH basso.

Le principali cause di ipotiroidismo sono patologie croniche autoimmuni della tiroide. Anche il danno causato da radiazioni o da radioiodio possono portare allo sviluppo di ipotiroidismo. In altri casi, gli ormoni tiroidei possono essere ridotti o assenti nel sangue a causa di anomalie genetiche o congenite.

Anche alcuni farmaci possono danneggiare la tiroide e causarne il malfunzionamento.

Quali sono i sintomi dell’ipotiroidismo?

  • Aumento di peso
  • Scarso appetito
  • Stitichezza
  • Mixedema, cioè un ispessimento del tessuto connettivo del derma dovuto all’accumulo di mucopolisaccaridi idrofili nella matrice cellulare, che inducono una forte ritenzione di liquidi.
  • Bradicardia, e riduzione della contrattilità cardiaca, che porta ad affaticamento e stanchezza
  • Intolleranza al freddo
  • Pelle secca e sottile
  • Fragilità di capelli e unghie
  • Anemia
  • Voce rauca
  • Rallentamento di pensieri e movimenti
  • Dolore e debolezza muscolare (crampi), anche ai muscoli respiratori;
  • Depressione;
  • Problemi di memoria (soprattutto nelle persone anziane);
  • Riduzione del desiderio sessuale
  • Mestruazioni irregolari e/o abbondanti, con riduzione della fertilità
  • Formicolio a mani e dita

Per diagnosticare i casi di ipotiroidismo bastano semplici esami del sangue, ricercando i valori della tireotropina (TSH), e la tiroxina libera (ft4). Solo in un secondo momento saranno eseguiti esami di secondo livello come la ricerca degli anticorpi anti tiroide e l’ecografia della tiroide.

La terapia dell’ipotirodismo è costituita dalla levotiroxina, un ormone sintetico che ha la stessa funzione della tiroxina.

 

Ipertiroidismo

Cos’è l’ipertiroidismo? L’ipertiroidismo è una condizione di iperfunzione della tiroide; questa iperfunzione si caratterizza per la presenza di elevati livelli di ormoni tiroidei. In alcuni casi di ipertiroidismo il funzionamento della tiroide non subisce alterazioni nella sua funzionalità, come nei casi legati all’assunzione incongrua di ormoni tiroidei (per errore o a scopo dimagrante), si configura così una condizione che prende il nome di tireotossicosi.

Le principali cause di ipertirodismo sono: il morbo di Basedow-Graves, (ipertiroidismo autoimmune con anticorpi anti recettore del TSH), il gozzo tossico multinodulare (in cui, a causa di un’insufficiente produzione di ormoni tiroidei protratta nel tempo, si assiste ad un aumento diffuso delle dimensioni della tiroide), e l’adenoma tiroideo tossico o adenoma di Plummer, dove l’aumento di dimensioni della ghiandola è asimmetrico, in quanto un’area di tessuto ghiandolare inizia a produrre ormoni tiroidei svincolandosi dai meccanismi di controllo. Vi sono anche condizioni temporanee di ipertiroidismo, come le tiroidite acute o subacute, ad eziologia infettiva. In tutti questi casi di ipertiroidismo agli esami avremo ft3 ed ft4 alti e TSH basso.

In casi meno frequenti si assiste ad un ipertiroidismo secondario, cioè che deriva da un’aumentata stimolazione a monte della tiroide (a livello dell’ipotalamo o dell’ipofisi). In questi casi invece gli esami mostreranno ft3 ed ft4 alti e TSH alto.

I sintomi di ipertiroidismo sono principalmente :

  • Tachicardia
  • Ansia
  • Dimagrimento
  • Disturbi del sonno
  • Tremori diffusi
  • Disturbi della visione (fotofobia)
  • Stanchezza alternata a sensazione di eccitazione
  • Diarrea

 

La terapia dell’ipertirodismo può essere trattata in via farmacologica, tramite radioterapia (attraverso il radioiodio), o chirurgica (tramite una tiroidectomia parziale o totale).

  • L’intervento chirurgico praticato per rimuovere una parte o l’intera ghiandola della tiroide è chiamato tiroidectomia. I motivi che rendono necessaria l’asportazione di quest’organo possono essere diversi; la tiroidectomia, ad esempio, si può praticare per un cancro alla tiroide, per la presenza di un nodulo tiroideo, per una condizione di ipertiroidismo o per una situazione di gozzo. Quando si parla di tiroidectomia parziale, si distingue l’intervento di istmectomia (rimozione dell’istmo, ovvero la regione centrale della tiroide interposta tra i due lobi) da quello di emitiroidectomia (rimozione di uno soltanto dei due lobi e dell’istmo).

Senza la tiroide non si può vivere; quindi, dopo un intervento di tiroidectomia totale, occorre pianificare un’adeguata terapia sostitutiva a base di ormoni tiroidei sintetici.

 

Tiroide e sport

Attività sportiva e funzione della ghiandola tiroide sono legate in modo molto stretto. Infatti, nonostante spesso vengano sottovalutati effetti e funzioni degli ormoni tiroidei, questi ultimi sono indispensabili per ogni tipo di azione o processo corporeo. Una normale funzione tiroidea risulta quindi essenziale per una pratica sportiva salutare ed efficace, a qualunque livello sia essa praticata. E se la tiroide non dovesse funzionare a dovere, la terapia ormonale sostitutiva può risultare fondamentale. Per una corretta e sana attività sportiva, è quindi essenziale una normale funzione tiroidea. In caso di ipotiroidismo, l’organismo non riuscirà a compiere uno sforzo muscolare adeguato, poiché vengono a mancare le riserve di energia e zuccheri circolanti.

In caso di ipertiroidismo, gli elevati livelli di ormoni tiroidei aumentano la già fisiologica tachicardia che insorge in corso di esercizio fisico; si riduce in questo modo la durata dello sforzo e insorge il rischio di un aumento di aritmie ventricolari maligne.

È dunque opportuno, prima di intraprendere una attività fisica costante nel tempo (specialmente se a livello agonistico) effettuare controlli della tiroide e monitorare il livello degli ormoni tiroidei: dosare dunque, almeno una volta, il TSH, e, se quest’ultimo è alterato, ricorrere agli ormoni tiroidei.

Si intende qui sottolineare, anche se potrebbe apparire superfluo, che l’utilizzo di ormoni tiroidei sintetici per l’accelerazione del metabolismo volta al dimagrimento è una pratica dannosa e molto pericolosa: non porta nessun vantaggio nelle prestazioni fisiche ma al contrario espone a pericoli di tipo metabolico e cardiovascolare. I migliori risultati verranno ottenuti con impegno, costanza e soprattutto con la capacità di ascoltare il proprio corpo.