Salvatore Spitaleri

Personal Trainer – (Atleta di Roberto Eusebio)

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IL FEGATO

 

Oggi parleremo di uno tra i più complessi organi del corpo umano: il fegato…….

 

IL FEGATO

 

Oggi parleremo di uno tra i più complessi organi del corpo umano: il fegato.

Elencheremo le sue funzionalità, suggerendo e trattando alcune terapie completamente naturali che contribuiscono a preservarne l’integrità ed il corretto funzionamento.

Il fegato, come appena accennato, costituisce uno dei più sofisticati e complessi organi del corpo umano, sia per quantità che per varietà delle sue varie funzioni. È inoltre l’organo più grande, o, se vogliamo, la più grande ghiandola. Si trova al di sotto del diaframma, ed estendendosi esternamente verso il fianco destro riporta una forma che ricorda vagamente un triangolo dagli angoli smussati.

Il fegato si occupa di svolgere numerose funzioni essenziali al corretto andamento del nostro organismo e del metabolismo; pur non essendo associato ad una funzionalità precisa, il fegato riveste una molteplicità di funzioni che rendono immediatamente riconoscibile la sua necessaria importanza, nonché le patologie correlate ad una sua disfunzione.

 

FUNZIONI

 

In effetti attraverso il fegato è possibile per il nostro corpo effettuare diverse reazioni essenziali per la vita delle nostre cellule:

 

  • Sintesi del colesterolo, necessaria (nelle giuste quantità prodotte da un fegato sano) alla vita delle cellule

 

  • Sintesi dei trigliceridi, che costituiscono fonte di energia per la vita delle cellule

 

  • Produzione di fattori di coagulazione (fibrinogeno, trombina)

 

  • Deposito di elementi essenziali (vitamina B12, ferro, rame)

 

Il fegato ,soprattutto, serve a distruggere ed eliminare tutte le sostanze che hanno esaurito la propria funzionalità all’interno del nostro organismo e che non sono ad esso più necessarie, come l’emoglobina e l’ammoniaca; quest’ultima viene trasformata in urea in modo tale da rendersi più tollerabile al nostro organismo.

Oltre alle sostanze presenti dal nostro organismo, il fegato si occupa di assorbire e distruggere le sostanze tossiche che sono state recepite dal nostro corpo. O ancora, il fegato è responsabile della produzione dei globuli rossi nel feto durante i primi tre mesi di gestazione, sostituendo il midollo osseo in attesa del suo completo sviluppo.

Queste sono alcune delle funzioni essenziali ricoperte da questo organo dalla complessità affascinante: la scienza non ha ancora trovato uno strumento in grado di sostituirne appieno le varie funzioni nella loro complessità.

Il fegato si presenta dunque come un organo particolarmente esposto a subire l’azione di sostanze dannose e tossiche assunte dal nostro organismo (droghe, alcool, farmaci, etc.). Risulta dunque essenziale preservare e mantenere l’integrità di questo organo per poter garantire le sue corrette funzionalità e la conseguente salute dell’individuo.

Le sostanze che svolgono attività antiossidanti contribuiscono a difendere le cellule epatiche dai danni generati dallo stress ossidativo e dai radicali liberi prodotti da diverse reazioni biochimiche che avvengono proprio a livello epatico.

 

CURIOSITÀ

 

La parola “fegato” nella lingua italiana ha un’origine molto particolare. La radice del termine greco “epar, epatos” è presente infatti prevalentemente nei termini tecnici; trasposta nel mondo romano è tradotta come “ietur”: radice che, nella sua etimologia, poco ha a che fare apparentemente con la parola “fegato”.

Perché, dunque, “fegato?”

Questo organo, dall’antichità presente nella tradizione culinaria, veniva cucinato dai romani con i fichi: da qui la ricetta “ietur ficatum”, che ha dato origine al termine che attualmente utilizziamo per indicare il fegato.

 

INTEGRATORI NATURALI

 

Ci sono alcune sostanze naturali che possono aiutare a conservare e preservare la corretta funzionalità epatica, in particolare parleremo del desmodio e del cardo mariano.

 

IL DESMODIO

 

Il desmodio (desmodium ascendens) è una pianta nota per le sue proprietà epatoprotettrici; essa rappresenta un valido coadiuvante nella protezione da agenti tossici e virali. Di origine africana, è una pianta che cresce nell’umidità della foresta, e si trova talvolta alla base di palme da olio e alberi del cacao. Il suo nome è di origine greca: il termine desmos significa fascio, legame, indicando lo stelo a decorso ascendente caratteristico di questa pianta.

In particolare l’attività benefica del desmodio consisiste nella sua capacità di aumentare la velocità di rigenerazione delle cellule del fegato. Presenta inoltre un’efficace funzione antiossidante (in particolare verso l’acido arachidonico), che si traduce di fatto in un’azione antinfiammatoria, sia nei confronti dell’apparato vascolare, sia in riferimento a soggetti allergici.

Il desmodio, aiutando a ripristinare la funzionalità epatica, può essere utilizzato come rimedio preventivo in:

 

  • Trattamenti farmacologici a impatto epatossico
  • Trattamenti antibiotici
  • Trattamenti antimicotici

 

è inoltre utile come supporto ad alcune terapie farmacologiche e nella cura di:

 

  • Epatiti virali
  • Epatiti tossiche
  • Trattamenti chemioterapici
  • Steatosi

 

IL CARDO MARIANO

 

Altro integratore naturale utilizzato nei disturbi epatici è il cardo mariano. Il cardo mariano (silybum marianum) è una pianta erbacea originaria dell’area mediterranea. Il cardo mariano ha una funzione antiossidante, supporta la funzionalità digestiva ed epatica e favorisce le funzioni depurative dell’organismo. Le sue molteplici proprietà terapeutiche sono note sin dall’antichità, e sono dovute ad una sostanza in esso presente, la silimarina: una miscela di flavolignani, ovvero una famiglia di composti di origine vegetale. I flavolignani aiutano ad aumentare la sintesi enzimatica, svolgendo un’azione detossificante dei composti tossici e favorendone l’eliminazione, costituendo inoltre una funzione epatoprotettiva. La silimarina si trova nel frutto del cardo mariano, in particolare nello strato proteico esterno. Per la preparazione di cure omeopatiche viene estratta, a partire dal frutto, una tintura madre possono altresì essere isolati dall’estratto elementi come i flavonoidi, le proteine e gli olii vegetali.

Il cardo mariano viene in particolare utilizzato nel trattamento di disturbi epatobiliari come:

 

  • Danni causati da agenti tossici
  • Cirrosi
  • Ulcere peptiche
  • Coliche biliari
  • Ittero
  • Epatiti

 

L’assunzione del cardo mariano è da evitare in alcuni casi come:

 

  • Ipersensibilità ai componenti
  • Ipertensione
  • Ostruzione delle vie biliari