L’allenamento con i pesi o l’attività aerobica a stomaco vuoto viene utilizzata come tecnica in alcune persone per la perdita del grasso corporeo.

Ma questo tipo di programma è il preparatore o allenatore ad impostarlo, o c’è un consolidamento scientifico che ne attesta l’efficacia?

L’idea dello stato di digiuno, è che il corpo ha avuto il tempo di digerire e metabolizzare una buona parte di ciò che si è mangiato nell’ultimo pasto, alterando così le preferenze di carburante utilizzabile  dal metabolismo (se glucosio o grasso).

Ormoni come l’insulina e il glucagone (regolatori della glicemia nel sangue) cambiano in relazione alla quantità di glucosio nel sangue e nel fegato.

La combustione del glucosio è favorita quando la glicemia è alta e quando questa si abbassa dopo un periodo di digiuno, viene data la preferenza  per la produzione energetica, alla combustione dei grassi, questo per preservare quantità molto più basse di glucosio nei muscoli e nel fegato e per aiutare a mantenere quel livello di glucosio nel sangue molto importante per la sopravvivenza.

“Il corpo ha sempre bisogno di glucosio, anche se in minima quantità, piuttosto se lo produce lui stesso.”

Il consiglio di allenarsi in uno stato di digiuno è, con tutte le buone intenzioni, una strategia per aumentare la combustione dei grassi e quindi abbassarne la percentuale del corpo.

Se tuttavia l’esercizio è intenso come ad esempio un workout con i pesi o la corsa veloce, utilizzando un metabolismo prettamente anaerobico, il corpo a scopo energetico utilizzerà il glucosio muscolare immagazzinato (glicogeno a livello muscolare) e quello circolante nel sangue e nel fegato.

I cibi carburante a base di grassi e carboidrati hanno la priorità nella combustione per le 24 ore antecedenti l’assunzione, in relazione allo stato di digiuno e a tutte le esigenze energetiche.

È improbabile che il grasso extra (quello immagazzinato nel corpo) che si dovrebbe utilizzare durante una sessione di allenamento a digiuno sia il preferito dal corpo, quindi la speranza di mobilitare quel grasso testardo in eccesso diventa remota.

I rischi di allenarsi troppo intensamente in uno stato di digiuno nient’altro è che la degradazione muscolare  (catabolismo);

mentre in questo caso il sistema metabolico disgrega gli aminoacidi per aiutare a preservare la glicemia, diventa critica anche la depressione del sistema immunitario che può essere innescate dalla glicemia bassa cronica e dall’aumento dell’ormone cortisolo.

Ci sono prove a sostegno dell’idea che l’esercizio fisico a digiuno possa favorire la perdita di grasso.

In particolare due cose avvengono per sopperire la digiuno:

1) aumento della sensibilità all’insulina

2)aumento dell’ormone della crescita (GH)

La sensibilità all’insulina e la produzione di ormone della crescita (GH) sono notoriamente noti per aumentare o migliorare la perdita di grasso.
Se si considera che questi fattori nel corpo sono più pronunciati in uno stato di digiuno, si potrebbe ipotizzare che l’esercizio a digiuno comporterebbe una maggiore perdita di grasso, (ma tutto cio’ un ipotesi).

Nella realtà dei fatti per attività fisica da farsi a digiuno, si intende esclusivamente attività di tipo aerobico, e attività comunque di modesta intensità e breve durata.

Tuttavia anche in questo caso la risposta del corpo è variabile e determinata dal tipo di genetica appartenente al determinato soggetto sopratutto in relazione alla sua risposta ormonale.

Quindi monitorare il soggetto con i relativi test biometrici potrebbe essere determinante per capire se il tipo di attività è indicata al suo caso oppure no.

Ricordiamo che si può tranquillamente perdere peso aumentando la percentuale di grasso corporeo.

Questo ha come effetto collaterale primario quello di abbassare lo stato metabolico del soggetto, con relativa risposta di rebaund dopo l’interruzione o l’abitudine a tale tecnica, incrementando ulteriormente il grasso e il peso corporeo.

Molti atleti agonisti adottano questa tecnica.
E funziona!

Ma non dimentichiamo che esistono sostanze chimiche che tengono alto lo stato metabolico e tengono basso invece l’ormone cortisolo. (Steroidi Anabolizzanti).

Consigliabile quindi, prima di prendere come esempio un atleta professionista o non, di verificare, se c’è dell’altro in aiuto.

Altrimenti non rimane che provare, ma facendosi monitorare coma su descritto da un vero Professionista.

La migliore strategia per poter utilizzare a scopo energetico il grasso corporeo è quella di tenere alto lo stato metabolico durante la giornata con un alimentazione corretta e bilanciata in base alla propria struttura metabolica ormonale, che ovviamente e diversa in ognuno di noi.

Ricordo inoltre, che l’attività fisica non deve avere come scopo primario quello di bruciare calorie per dimagrire, in tal senso, sarebbe esplicitamente un fallimento e ne spiego il motivo nel seguente articolo.

 

Non si dimagrisce facendo attività fisica! Perchè?

 

roberto eusebio mangiare dimagrire