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FATICA MUSCOLARE E ACIDO LATTICO

di

Veronica Rossini (Personal Trainer)

 

 

Possiamo affermare che la fatica muscolare è l’incapacità del muscolo di esprimere la stessa forza prodotta nell’istante precedente nonostante gli stimoli siano uguali. Fattori e cause della fatica muscolare sono numerose e dipendono dal tipo di prestazione e di sforzo che il soggetto sta compiendo. Essa può essere legata ad una riduzione di livelli di glicogeno nei muscoli (maratoneta, ciclista possono incorrere nella fatica muscolare a causa di una riduzione dei livelli di glicogeno nel muscolo, poiché la loro attività è prolungata per lungo tempo). Ma anche noia, motivazione, stanchezza mentale sono fattori psicologici che possono determinare la fatica muscolare soprattutto in gare di endurance o ultra endurance.

La molecola di acido lattico risulta responsabile nel far insorgere la fatica muscolare. L’acido lattico si divide in ione H­­⁺e ione lattato (La⁻) : l’aumento degli ioni di idrogeno inibisce l’attività degli enzimi che vanno a spaccare il glucosio, per cui questi saranno in grado di produrre una minor quantità di ATP e dunque di energia per il muscolo. Questo riguarda specialmente esercizi massimali di breve durata.

Facendo un esercizio a bassa intensità si avrà una concentrazione costante di acido lattico nel sangue, ciò significa che esso non si accumula. L’acido lattico viene prodotto ma anche consumato, non è qualcosa di solamente negativo perché presenta dell’energia in sé e può essere preso da alcune cellule come substrato energetico (cellule del cuore e del muscolo). In esercizi ad alta intensità, invece, la concentrazione di acido lattico nel sangue aumenta in maniera esponenziale in quanto si ha uno squilibrio tra la sua produzione e il suo consumo.

Con un esercizio massimale si ha un accumulo di acido lattico molto in fretta, anche solo in qualche secondo, sempre a seconda delle sue intensità. La capacità di accumulare acido lattico non è illimitata ma ha un certo valore oltre il quale non si può andare: quanto più l’esercizio è massimale tanto più precoce è la produzione di acido lattico, ma la velocità con cui si forma non cambia rispetto ad esercizi meno intensi.

Dopo un esercizio massimale nel recupero l’acido lattico torna ai valori di riposo in circa 1 ora e mezza. Il tempo di dimezzamento della sua concentrazione è di circa 15-20 minuti. Il picco di acido lattico nel sangue si trova qualche minuto dopo aver finito l’esercizio ma non subito: questo perché ci vuole del tempo per farlo arrivare dai muscoli al sangue. Con un defaticamento a bassa intensità l’acido lattico viene smaltito prima perché le cellule muscolari usano l’acido lattico circolante nel sangue per produrre energia. Un defaticamento al 35%-65% di intensità lo farà smaltire molto più velocemente.

Veronica Rossini

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