La dieta anti age

Ormai e’ stato ampliamente dimostrato come uno stile di vita non curato sia associato ad un non ottimale invecchiamento con probabilita’ di sviluppare un alta incidenza di malattie infiammatorie croniche legate all’eta’.

Una modificazione non enzimatica delle proteine (quindi non fisiologica) che reagiscono con gli zuccheri nel sangue (un processo che e’ noto anche come reazione di Maillard accelerata da un basso PH sanguineo) porta alla formazione di prodotti finali della glicazione avanzata (advanced glycation end-products-ades) in vivo.

Gli AGE inducono il legame irreversibile delle molecole tra di loro e alterano in tal modo le loro proprieta’ fisico-chimiche e biologiche.

Questi prodotti della glicosilazione (o glicazione) si accumulano e sono responsabili di molte modificazioni fisiopatologiche.

Le conseguenze possono essere rigidita’ e perdita di elasticita’ dei tessuti ma anche all’ispessimento delle pareti capillari, nell’opacizzazione del cristallino nella cataratta.

La glicazione degli acidi nucleici puo’ essere all’origine delle mutazioni del DNA perche’ altera le lue capacita’di replicazione e di trascrizione.

La formazione degli AGE sui lipidi prova inoltre la loro ossidazione, e favorisce lo sviluppo dilesioni vascolari.

Gli AGE sono in grado di rendere viscose le molecole plasmatiche a rinnovamento rapido, che si tratti di albumine, di anticorpi o di colesterolo LDL.

A lungo andare possono provocare arteriosclerosi, patologie renali, vascolari e neurologiche soprattutto in persone piu’ a rischio (come diabetici ed anziani).

Infine, esiste purtroppo una sinergia tra il processo di formazione dei radicali liberi e quello dei prodotti della glicazione: a generazione di questi prodotti tossici aumenta considerevolmente con l’eta, producendo un aggressione congiunta delle macromolecole da parte dei processi ossidativi, e il processo di glicazione.

Questo doppio meccanismo e’ noto come GLICOSSIDAZIONE.

La generazione di radicali liberi aumenta con l’invecchiamento man mano che si deteriora la funzione mitocondriale e anche se la produzione di energia e’ la maggiore responsabile della generazione di queste forme attivate dell’ossigeno, altre attivita’ metaboliche producono radicali liberi nell’organismo:

per esempio, la sollecitazione dei diversi sistemi di disintossicazione dalle sostanze che ingeriamo, e la stimolazione dei globuli bianchi ad opera di processi infiammatori o infettivi si accompagnano a una produzione importante di radicali liberi derivati dall’ossigeno.

Ed ecco che ricompare la parola INFIAMMAZIONE .

L’invecchiamento e’ caratterizzato da uno stato pro infiammatorio che contribuisce all’insorgenza delle principali malattie eta’ correlate (osteoartrite, osteoporosi, arteriosclerosi, diabete, Alzheimer, Parkinson ….) tanto da fare coniare un nuovo termine INFIAMM-AGING.

L’invecchiamento e’ caratterizzato da uno stato di infiammazione cronica lieve che e’ legato sia alla genetica che alla storia antigenetica di ogni individuo.

Questo tipo di processo infiammatorio puo’ condurre, alla lunga, alla compromissione di organi e apparati quindi alla riduzione della longevita’, incrementando la sensibilita’ ad alcuni fattori rischio.

Questi dati aggiungono un altro pezzo nel complesso puzzle dei fattori ambientali e genetici coinvolgenti nel controllo della longevita’ dell’uomo.

Per limitare lo stato di glicazione, di ossidazione e di infiammazione del corpo (e quindi approntare una strategia anti age) e’ di fondamentale importanza controllare l’indice glicemico dei carboidrati, evitare una diminuzione del PH ematico, evitare cibi infiammatori, apportare antiossidanti alimentari e ridurre il tenore di grasso corporeo e nel particolare il grasso viscerale.

Il punto di incontro tra la dieta mediterranea e la dieta a zona non e’ altro che il regime antinfiammatorio ed anti age che dovremmo ricercare per limitare gli effetti dell’invecchiamento.

L’effetto protettivo anti-infiammatorio e’ probabilmente da attribuire alla riduzione dello stress ossidativo per l’elevata assunzione di anti ossidanti naturali, quali quelli fenolici presenti nell’olio extravergine d’oliva, nella frutta e nella frutta secca ed all’aumentata assunzione di omega 3 derivato dal pesce e/o dall’integrazione di omega 3 ad elevata purezza.

Diversi nutrienti e biofattori ( vit. C, vit. E, carotenoidi, polifenoli, zinco, selenio, vit. D, ecc..) possono limitare la concentrazione di sostanze ossidanti fornendo un effetto protettivo contro lo stress ossidativo.

L’assunzione di carboidrati a basso indice glicemico (ma soprattutto il controllo del carico glicemico) come verdura, frutta, cereali integrali in modeste quantita’, limitera’ la produzione di insulina, che se cronicamente in eccesso crea anch’essa infiammazione corporea ED INVECCHIAMENTO PRECOCE.

Il tutto verra’ “condito” dalla riduzione calorica (ricordiamoci riduzione calorica senza mal nutrizione) ormai accertata possedere effetto antiinvecchiamento.