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Ogni tanto mi colpiscono i dati che emergono dalle statistiche sull’ obesità infantile.

Dico ogni tanto perché ormai questo fenomeno è diventato talmente usuale che solo exploit davvero eclatanti possono ri-catturare la mia attenzione. Penso che questo valga anche nella società in generale; c’è ormai un’ assuefazione al fenomeno e ciò è davvero allarmante perché indica lo status di normalità assunto da quello che invece è un grave problema, e la sua sempre maggiore consistenza: se vediamo un americano obeso non ci scandalizziamo perché “è normale” che un americano lo sia…

Male, anzi malissimo. Se non si percepisce più un pericolo come tale, come evitarlo?

Vorrei sottolineare in queste righe come sia ancora più grave tutto ciò se parliamo di bambini o fanciulli. Questi sono vittime loro malgrado e non hanno modo di difendersi. Vengono ipernutriti, e anche lo sport spesso non è previsto come elemento essenziale, sia salutistico che educativo. La mamma dà la doppia merenda e chiaramente l’ ignaro figlio mangia.

La situazione è tipica: la nonna, il nonno, la mamma, la zia, presi dal troppo amore danno doppia razione di tutto, pensando paradossalmente di far del bene anche alla salute. Il bambino grassottello è in salute.

Salute? Qui la salute non centra proprio niente!

Capisco i motivi affettivi ed emozionali di tali gesti ma dobbiamo dire a chiare lettere che grasso non è salute nemmeno in un bambino.

Questi errori però si pagano a vita. Purtroppo è proprio in età infantile e puberale che gli adipociti sono soggetti ad iperplasia in caso di aumento di peso: quando un bimbo ingrassa moltiplica la proprie cellule adipose aumentandone il numero, e ciò permane a vita.

È ovvio che conseguentemente anche in età adulta il soggetto svilupperà una tendenza al sovrappeso ha più “magazzini” di stoccaggio del grasso. Sicuramente potrà essere normopeso ma è chiaro che ci sarà sempre una maggiore difficoltà a mantenerlo, ed una maggior tendenza ad ingrassare.

Non secondario è anche il problema dell’ educazione alimentare, dell’ inculcare alla prole il concetto di sana alimentazione. Se un bambino è abituato a vedere in tavola mega porzioni crescerà col concetto che sia la normalità, che quella sia la giusta razione. Nei fast food in americani il nostro menù large, è la loro small! Capite la difficoltà di cambiare poi abitudini alimentari errate anche nella vita adulta? Quello che per noi è pieno regime, per loro è dieta stretta!

Cosa fare?Corretta educazione alimentare ma a partire dai genitori, andando a scardinare la vecchia mentalità che vede il bambino come un soggetto da ipercoccolare col cibo, pensando al suo benessere di oggi e quindi anche a quello di domani.

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   Roberto Eusebio