Roberto Eusebio

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Ognuno di noi ha un distretto muscolare che fa piu' fatica a migliorare, rispetto ad altri muscoli del corpo.

Questo e' dettato nella maggior parte dei casi dalla genetica.

Dove c'e' poca fibra muscolare, inevitabilmente ci sono meno collegamenti neurali, di conseguenza meno capacita’ di percepire sensazioni.

In questo caso il passo iniziale riguardo l’allenamento e' quello di collegare tutti questi “connettori” al cervello, avendo cura di sentirli e memorizzarli.

Stiamo parlando di percezione neuromuscolare.

Quello che ogni atleta dovrebbe imparare in primis e' imparare a reclutare tutte le fibre che costituiscono il muscolo interessato.

Come fare:

i carichi in questa fase di "educazione" non devono essere elevati, bisogna avere il controllo del carico in tutto l'arco del movimento, sia nella fase concentrica che eccentrica, quindi movimenti lenti per permettere al cervello di sentire, percepire il pieno reclutamento e la massima contrazione non dettata dal carico ma dall'impulso elettrico trasmesso dal cervello tramite i "connettori" neurali.

Poca fibra, poche sensazioni, ma un periodo dedicato a questo tipo di allenamento potrebbe stupire e fare sentire quello che desideravamo da tanto.

Il consiglio e’ di allenare il gruppo muscolare carente per primo, almeno per un periodo.

Spesso necessario quando si ha poca fibra, fare un piccolo richiamo settimanale del gruppo muscolare in questione.

Una volta migliorata la percezione e di conseguenza l'ipertrofia del distretto carente, sara’ un gruppo muscolare come gli altri e poche serie basteranno per esaurirlo e percepire l'effetto DOMS dei giorni successivi.

Impariamo ad ascoltare ... a percepire ...