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I muscoli sono organi capaci di contrarsi, in seguito ad uno stimolo adeguato, determinando il movimento del corpo o di sue parti.

Costituiti da tessuto muscolare, sono avvolti da una membrana elastica che li mantiene in sede durante la contrazione.

I muscoli possono essere volontari o involontari in base alla loro proprietà di contrarsi in modo volontario ( in risposta a stimoli del sistema nervoso centrale) o in modo involontario ( in base al controllo del sistema nervoso
autonomo); tale differenza risulta non solo funzionale, ma anche anatomica, dato che i primi sono formati da tessuto striato e i secondi da tessuto liscio ( fa eccezione i l cuore, che è un organo muscolare formato da un particolare tipo di tessuto striato che si contrae in modo involontar io) .

I muscoli volontari si chiamano anche scheletric i , per ché sono quasi tutti uniti alle ossa per mezzo di cordoni fibrosi, detti tendini.

Quando un muscolo viene sollecitato si contrae, per riacquistare la
lunghezza originaria, è necessaria l'azione di un altro muscolo, capace di agire in senso opposto, detto antagonista.


Le fibre muscolari striate sono composte da sarcomeri, che si possono immaginare come cilndri formati da strutture filamentose, dette miofibril le.


Ogni miofibrilla, di natura proteica, è formata da miofilamenti sottili, composti da actina, e da miofilamenti spessi , composti da miosina;

i miofilamenti sono disposti regolarmente in fi le parallele e alternate, tra loro col legate da strutture dette ponti .


La contrazione muscolare si spiega con la teoria dei filamenti scorrevoli: quando un muscolo viene stimolato, i ponti di miosina si incurvano e i filament i di actina scorrono lungo quelli di miosina.


Questo provoca la contrazione dell ’intera miofibrilla e, quindi, del sarcomero.

Quando le miofibrille si contraggono, l 'intera fibra muscolare si accorcia e, con l'accorciamento di un numero sufficiente di fibre, l ’intero muscolo si contrae.




   Roberto Eusebio