Roberto Eusebio, Campione e Professionista Fitness

L' ATTIVITA' AEROBICA CONTRO LA DEPRESSIONE...

 

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Come accennavo precedentemente, riguardo l’attivita’ cardiovascolare, consigliavo tale allenamento essenzialmente propedeutico per cuore, vasi e polmoni ecc.

Uno stato di efficienza fisica importante per la longevità del nostro corpo.

Per quanto riguarda invece il fattore estetico in particolar modo per il calo ponderale ho sempre sottolineato come sia necessario ed importante tenere uno stato metabolico elevato durante tutta la giornata piuttosto che solo nella singola seduta in specifico di attivita’ cardiovascolare.

Sempre maggiore il numero di persone che si dilettano alla corsa.

Ma cosa nasconde questa attivita’ che non sappiamo di benefico nei confronti del corpo e della mente ?

Oltre ad aumentare la temperatura corporea con conseguente rilassamento dei muscoli e quindi rilassamento generale, questo tipo di attivita’ ha la pecuniarita’ di far produrre delle endorfine, come la dopamina, la serotonina e la noradrenalina, neurotrasmettitori del senso del benessere conosciuta bene come la cosi detta “euforia del corridore”.

Uno stato di entusiasmo senza un motivo particolare, che nasce dopo aver praticato un'attività fisica di questo genere in modo continuativo. 

Ecco che l’efficacia primaria di questa attivita’ trova la svolta decisiva riguardo alcune forme depressive dell’individuo.

La depressione, quando si protrae per lungo tempo, comporta anche dei cambiamenti neuro-endocrini nelle secrezioni ormonali che regolano l’umore e le attività quotidiane; a ciò sono connessi alcuni sintomi più comuni tra cui l’astenia, l’abulia o i disturbi del sonno.

L’attivita’ aerobica trova l’efficacia spiegabile dovuta alla naturale riattivazione della chimica cerebrale, stimolata dall’attività fisica piuttosto che da sostanze artificiali che poi, una volta sospese, possono comportare fisiologiche e talvolta più gravi ricadute, a causa del cosiddetto "effetto rebound" legato alla sospensione dei farmaci.

Questo tipo di attivita’ fisica, puo’ condurre il soggetto, alla sospensione totale dei farmaci atti a contrastare tale forma di patologia.

Ma attenzione a non esagerare !!

Bisogna vivere questo tipo di attivita’ non come un impegno o motivo di performance da migliorare a tutti i costi, non bisogna avere la logorria del raggiungimento di un risultato anche di carattere estetico, altrimenti potrebbero subentrare fattori ansiogeni e controproducenti per lo stato di salute.

L’errore piu’ comune che si possa fare e’ quello di esagerare con allenamenti lunghi e troppo frequenti, portando il corpo ad uno stato catabolico, con conseguente abbassamento del metabolismo, e questo sappiamo bene cosa vuol dire !!

In paricolar modo voglio sottolineare che non si dimagrisce col troppo … anzi !!

Consiglio il corretto equilibrio tra le attivita’ di tonificazione e quelle aerobiche.

L’attivita’ cardiovascolare abbinata ad una buona tonificazione e’ l’accoppiata vincente sia per un criterio estetico che di benessere per l’individuo l’esasperazione di una delle due attivita’ porta inevitabilmente a problematiche sia di inefficienza fisica che risultati estetici non come desideravamo.

Le attivita’ correttamente gestite portano ai seguenti benefici:

  • la predetta capacità di stimolare la produzione di endorfine e, in particolare, della serotonina che regola umore, attività e sonno;
  • la possibilità di abbassare i livelli ematici di cortisolo, un ormone che è presente negli stati di stress negativo, la cui presenza eccessiva stimola l’esaurimento fisico e la depressione endogena e il quale, con la pratica moderata di uno sport rimane a bassi livelli anche di fronte a nuovi eventi stressanti;
  • l’opportunità di spostare il focus dell’attenzione quotidiana da pensieri negativi a pensieri centrati su schemi motori e su momenti creativi e positivi che possono appassionare;
  • il recupero di sensazioni corporee positive, di un senso fisico di benessere e di una percezione estetico-fisica positiva di sé, che influiscono direttamente sull’autostima, dimensione dell’identità estremamente connessa allo sviluppo e al superamento dei sentimenti depressivi;